Da agosto in internet circolavano le immagini sul set (inizialmente a Dublino poi in america) di "This must be a place" quinto film del regista napoletano e primo in lingua inglese. Il protagonista e la bestia da set Sean Penn con un look allucinante in stile Robert Smith dei Cure che tradisce il fatto che l'ultra trentenne Sorrentino ama la musica (nuova onda) anni 80' con cui è evidentemente cresciuto. Per me è stata una piacevole sorpresa, temevo un nuovo look country dopo quello di Bentivoglio ne "L'amico di famiglia" (2006) oppure un trash anni 70' stile Robert Plant. Almeno su questo semo salvi. Da tempo quindi la rete con siti italiani e stranieri poteva vedere come apparirà Penn sullo schermo, ma mancavano delle immagini che mostrassero il look cinematografico della pellicola, curata dal grande Luca Bigazzi. Bene anche su questo stiamo apposto ecco le due prime immagini ufficiali:
Beh devo dire non male come fotografia. Queste due immagini vengono dopo la visita lampo di Sean Penn a Roma nell'ultimo fine settimana di febbraio per visionare la pellicola in fase avanzata di post produzione. Il film una coproduzione tra Italia Irlanda e Francia a un budget di 22 milioni di euro è stata prodotta per noi italiani da Indingo film, l'ottima Luky red e Medusa che ne curerà la distribuzione. Quasi certa la presenza a Cannes (a differenza di Moretti papale in anteprima mondiale) e ultimamente si parla insistentemente di un uscita autunnale in Italia a ottobre, invece che subito dopo Cannes 2011 come è lecito apsettarsi. Questa scelta alquanto curiosa potrebbe essere suffragata dalla notizia, non confermata, di un uscita del film prima negli USA e poi da noi. E comunque dimostra l'attenzione che medusa porta a un film che ritiene prezioso e diverso rispetto a film come "Cazzi contro fighe", il sequel "fighe contro cazzi" o "Ben venuti in terronia".
Ve lo dico per me non cambia molto aspettare 4 mesi in più, ma vorrei comunque per questo film il massimo sostegno possibile e perché no, la palma d'oro. Premio su cui nonostante la concorrenza micidiale Wong Kar wai, moretti, Malick "This must be a place" mette una seria ipoteca. Il film parte da una trama che portrebbe apparire furbacchiona, la shoah:
"Cheyenne è una famosa e ricca rockstar in pensione che vive a Dublino, un pò annoiata un giorno viene a sapere che il padre, che non vede da trent'anni è in punto di morte a New York. Decide allora di partire con la nave perché ha paura dell'aereo e arriva tardi il padre e già spirato. Tra i suoi appunti viene a trovare un diario su cui sono annotate delle memorie. Cheyenne scopre così che il padre internato a Auschwitz è un ufficiale in particolare si dedicato a lui con particolare ferocia. Ora questo ufficiale è ancora vico e si nasconde in america. Cheyenne decide cosi di scovarlo per vendicarsi ma durante il viaggio..."
Apparentemente tarantino sta giocando su un tema sicuramente importantissimo, ma che di contro da grandi consensi di critica e pubblico, ma siamo certi che sia un caso simile che so a quello del nostrano Benigni?. In realtà se si osserva bene il titolo (una canzone di Talking Heads) se si da la giuta attenzione al mestiere del protagonista (il musicista) e se a questo uniamo David Byrne (ex leadre dei Talking) come compositore delle musiche e n on solo anche di vere e proprie canzoni (con l'artista indy Will Oldham) notiamo che forse la musica ha una parte altrettanto centrale del film, che pur non essendo un musical anche e sopratutto di quello e con quello parla. Byrne sarà anche un attore in una scena del film ambientata a Detroit dove eseguirà con orchestra e archi il pezzo che da il titolo al film. La scena è descritta in sul suo blog e non vedo l'ora di vederla. Byrne parlando della musica e delle canzoni per il film ha precisato che non sarà lui a cantarle e neanche il personaggio di Penn, quindi Cheyenne è un musicista e non un cantante, probabilmente se continua la metafora dei Cure potrebbe essere un ex bassista. Ma per scoprirlo dobbiamo aspettare, il trailer poi Cannes 2011 e poi, forse ottobre.
A presto, G!


Però... bravi... bel sito. Ma non mi toccate il Sorrentino....! E' uno dei pochi che riesce a farmi apprezzare certi ritmi nel racconto. www.carlofabiano.it
RispondiElimina